Mercurio

Con questo primo breve articolo, inizierà il nostro viaggio all’interno del Sistema Solare.

Partiamo con Mercurio, il più piccolo e anche il più vicino al Sole tra i pianeti che orbitano intorno alla nostra stella. E’ grande un po’ di più della nostra Luna e, per fare un paragone con la nostra Terra, circa un terzo di essa.

Il suo nome richiama alla mente l’antica divinità romana del commercio, Mercurio per l’appunto. Nonostante la sua osservazione non sia semplice, la sua esistenza è documentata sin dal 1300a.C circa grazie a degli astronomi assiri.

Nella nostra storia recente siamo anche riusciti a mandare delle sonde ad esplorare per noi questo piccolo pianetino. Il 24 marzo 1974 una piccola sonda larga circa 7m dal nome Mariner 10 sorvolò Mercurio dopo aver visitato Venere. Le prime immagini che arrivarono sulla Terra furono all’incirca come questa:

Mercuryglobe1

Stupefacente no? Questa missione ha anche permesso di scoprire molte cose affascinanti riguardo questo pianeta di cui vi parlerò a breve.

Esattamente 30 anni dopo, nel 2004, la NASA ha lanciato la seconda missione verso il piccolo Mercurio. Anche questa missione è stata un successo e ci ha permesso di arricchire la nostra conoscenza di Mercurio e anche di godere di queste splendide immagini:

MESSENGER_first_photo_of_unseen_side_of_mercury

Bello, affascinante, ma cosa sappiamo davvero su questo pianeta?

Guardando queste fotografie, le si potrebbe quasi confondere per foto della nostra cara Luna. Sebbene la somiglianza sia notevole, la densità di Mercurio è decisamente maggiore di quella della Luna. La maggior densità è dovuta ad un grande nucleo di ferro ricoperto da un sottile strato di silicati. I crateri sono un segno dell’età e dei numerosi impatti avvenuti nei millenni. Passando adesso al clima, siamo molto vicini al Sole, quindi farà parecchio caldo, giusto? Giusto solo parzialmente perchè su Mercurio può fare anche molto freddo. Sì, l’escursione termica è peggio di quella di una sera d’estate al mare in cui ci lamentiamo di dover portare un maglioncino ad agosto. Su Mercurio, al sole, le temperature raggiungono i 350° circa, più o meno come il nostro forno di casa alla massima temperatura. Tuttavia, dopo il tramonto, potremmo desiderare un po’ del caldo precedente perchè le temperature scenderebbero fino a -170°. E no, se ve lo state chiedendo, il vostro congelatore di media raggiunge i -18°.

Però non è tutto così terribile. Per quelli alle prese con una dieta, Mercurio potrebbe essere il posto giusto per dare una spinta al vostro morale. Un po’ come sulla Luna, pesereste un po’ più di un terzo di quanto pesate sulla Terra…non male, vero?

L’ultima cosa che voglio dirvi su Mercurio riguarda la sua orbita. E’ molto eccentrica e con questo non intendo un’adolescente bizzarra. Per dirla con altre parole, l’orbita di Mercurio è come un’ellissi molto schiacciata, una sorta di uovo sottile e lungo. Se riuscissimo in qualche modo a mettere piede sulla superficie di Mercurio, ci sembrerebbe di avere le allucinazioni e, probabilmente a causa del caldo (o del freddo) ci chiederemmo se quello che stiamo guardando stia veramente accadendo. Infatti, per via di questa particolare orbita, vedremmo il Sole sorgere e poi gradualmente diventare sempre più grande fino a risplendere sulle nostre teste come a mezzogiorno. Tuttavia, sarebbe un mezzogiorno particolarmente lungo, infatti, vedremmo il Sole rallentare, quasi fermarsi sulle nostre teste e poi incredibilmente tornare indietro per un attimo, per poi riprendere il suo normale corso, rimpicciolendosi fino a tramontare. Se, come credo, la mia spiegazione non vi ha permesso di raffigurarvi nel migliore dei modi questa sequenza, questo è un video della NASA che è molto più esplicativo di qualsiasi parola: Mercurio_Sole.

Spero abbiate trascorso qualche minuto piacevole sulla superficie di Mercurio e, se volete saperne di più sul suo conto, a breve una bellissima missione (Bepi Colombo) dell’Agenzia Spaziale Europea ci svelerà qualche segreto in più su questo piccolo pianeta.

Al prossimo viaggio nel nostro sistema solare 😉

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Aurora

Aurora is the effort
Of the Celestial Face
Unconsciousness of Perfectness
To simulate, to Us.

E.Dickinson

Sì, oggi vi parlerò dell’Aurora Boreale. Quello che queste poche, stupende righe di Emily Dickinson esprimono benissimo è l’inafferrabile perfezione dell’Aurora Boreale. Quello che però non riescono a trasmettere altrettanto bene, sono le emozioni che si provano con gli occhi rivolti verso quella lingua verde così straordinariamente vivace.

Innanzitutto un po’ di scienza che non fa mai male. Cos’è tecnicamente l’aurora boreale? Probabilmente sapete che il Sole si diverte a soffiare verso di noi una quantità considerevole di particelle. Quando queste raggiungono il nostro pianeta, il nostro campo magnetico agisce da scudo. L’interazione tra queste particelle e il nostro scudo crea l’aurora. Perchè solo nelle zone polari? In queste regioni gli anelli che costituiscono il nostro scudo si chiudono verso il centro della Terra. Questo fa sì che l’intensità del campo magnetico sia minore e quindi le particelle possono interferire, allineandosi ad esso. Perchè è tipicamente verde? Il colore dipende dal tipo di molecole con cui le particelle di vento solare interagiscono. Il verde è tipico di interazioni con molecole di ossigeno. Un’ultima curiosità…esistono aurore anche su altri pianeti. Giove per esempio ha delle incredibili aurore di un blu acceso, Saturno invece preferisce il rosa. Lo stesso accade per Urano, Venere e Marte (sugli ultimi due abbastanza inaspettatamente). Ma il vero motivo per cui ho voluto parlavi delle aurore è strettamente personale.

Ero poco più di un bambino quando decisi che l’avrei vista prima o poi. Ho fatto passare una decina d’anni ma ci sono riuscito. Non è stato semplice, l’aurora è come un drago difficile da catturare, un serpente che resta lì immobile senza farsi vedere. Come ogni cosa bella richiede pazienza e dedizione. Personalmente, questo ha significato ben due viaggi in Lapponia in due anni. Il primo anno il drago si è nascosto benissimo nella sua caverna, protetto da un costante velo di nuvole. Ma arrendersi non è nella nostra indole e così abbiamo organizzato una seconda spedizione (sì, è così che la chiamiamo con il mio compagno di avventure) ed è stata la cosa migliore che potessimo fare.

Nei giorni prima della partenza molteplici sentimenti condividevano la mia mente. La paura e l’ansia di essere delusi nuovamente si mescolavano alla crescente eccitazione. Pochi giorni prima di partire ricordo che, oltre a consultare continualmente il meteo solare, lessi un articolo che parlava di come un passeggero avesse visto l’aurora dal suo oblò durante un volo. Mi suonò quasi come un presagio e ovviamente, al momento del check-in, scelsi il posto vicino al finestrino. Avevamo appena iniziato la discesa, nelle mie orecchie fluiva dolcemente un notturno di Chopin e io aspettavo con quella speranza disillusa tipica dei pescatori.  All’improvviso, nella più totale incredulità vidi qualcosa. Mi stropicciai gli occhi e schiacciai la mia fronte contro il freddo finestrino, bloccando la luce in eccesso con le mani. E fu allora che lo intravidi, intravidi questo lungo drago verde che sguazzava nell’oscurità del cielo. Trattenni a stento le lacrime e un brivido salì lungo tutta la mia schiena, fino al collo e poi giù fino ai polsi. Dopo qualche minuto il grande drago verde scomparve ma sapevamo entrambi che un nostro nuovo incontro sarebbe stato solo questione di tempo. Così fu e nei giorni dopo assistemmo a numerose apparizioni. E’ difficile descrivere l’aurora ma potrei paragonarla ad una danza ritmata, quasi come quella dei dervish. I video rendono bene l’idea, ma dal vivo è qualcosa di magico, speciale. Una delle ultime sere era un po’ nuvoloso e uscimmo senza troppe speranze. Eravamo quasi sul punto di rientrare quando ci fu il momento più incredibile di tutta la vacanza. E’ strano da ammettere ma anche solamente ricordalo e scriverlo ora mi emoziona. Fu un qualcosa di estremamente rapido. Nemmeno il tempo di realizzare e un’aurora meravigliosamente intensa apparve ai nostri occhi. Tutte le sfumature di verde erano racchiuse in quelle lingue danzanti. Dal verde più scuro dei bordi fino ad un verde chiaro intenso, quasi fluo nel mezzo. Mi distesi nella neve fresca, allargai le braccia e godei dello spettacolo più incredibile della mia vita. Fu l’incontro più ravvicinato con quell’immenso drago verde, sembrava quasi volesse venirmi addosso ed era semplicemente meraviglioso. Non ho idea di cosa si provi quando si raggiunge il nirvana ma credo che quel momento sia stato quanto di più simile abbia mai provato.

Un altro viaggio è in programma presto e la caccia al drago continua…

Perchè?

Il primo articolo del mio blog ho voluto che si intitolasse “Perchè?”. Ho sempre pensato che il lettore avesse bisogno di conoscere le motivazioni che spingono qualcuno a scrivere.

Il Perchè #1 è il perchè ieri pomeriggio ho aperto WordPress e ho creato il mio blog. La risposta non è banale. Sono un po’ di anni ormai che vorrei riuscire a trovare il tempo di scrivere tutti le riflessioni più profonde che occupano sporadicamente la mia mente. Credo sia capitato a molti di voi di sentire l’esigenza di immortalare e catturare un pensiero come il buon Silente fa nel pensatorio con i suoi ricordi. La scrittura è uno dei modi per farlo ma può risultare frustrante. Perchè? Perchè trovare le parole giuste per esprimere i propri sentimenti o semplicemente descrivere qualcosa è arte di pochi. Io non sono assolutamente in questa cerchia ristretta ma, mi piacerebbe dare ordine alle mie passioni e a qualche pensiero e un blog è il posto ideale per farlo. Il motivo scatenante, tuttavia, è stato un messaggio quasi provocatorio della mia fidanzata che mi incitava a fare qualcosa per sconfiggere la noia di questi giorni, suggerendomi di iniziare a scrivere. Chissà, quasi sicuramente queste righe andranno perdute nel vuoto dell’immenso internet senza mai raggiungere nessuno ma non sarà uno sforzo vano, almeno per me.

Perchè #2: Perchè questo titolo? “Chi crede nei fantasmi?”…per molti sarà un sollievo, per altri una delusione, ma non sarà un blog sul paranormale. Se pensiamo ai fantasmi come apparizione dello spirito di un defunto, la mia risposta è sicuramente NO. Ma..c’è un’altra interpretazione, molto più romantica. In fondo, un fantasma è la visione di qualcosa che non c’è più, che è scomparso, morto. Se alziamo gli occhi al cielo in una notte serena, ci renderemo di essere circondati da fantasmi. I fantasmi a cui mi riferisco sono le stelle, la cui luce ci giunge a noi dopo la loro morte. Cercherò di essere più chiaro per i meno esperti. Immaginiamo di dover sparare ad un bersaglio con una pistola ad aria compressa. Una volta premuto il grilletto il proiettile di gomma acquista una certa velocità e raggiunge il bersaglio dopo un certo intervallo di tempo dipendente dalla velocità e dalla distanza del bersaglio. Sebbene non sia una quantità strettamente fisica, anche la luce ha una certa velocità e partendo dalla stella, impiega del tempo per arrivare a noi. La luce è velocissima 😉 ma la stella più vicina a noi (proxima Centauri) è a 4×10^13 km, un numero difficile anche da immaginare. La luce ci impiega circa 4 anni per raggiungerci. Quindi, molte delle stelle che vediamo nel cielo sono già spente, morte migliaia di anni fa. Molte altre, invece, sono già lì che cercano di farsi strada nell’oscurità dell’universo ma noi non possiamo ancora vedere.

Questa riflessione fu fatta una delle prime volte da William Herschel, un astronomo tedesco nato nella bassa sassionia nella prima metà del 1700. Questo risponde a parte del Perchè #3: perchè mimasherschel.wordpress? Quindi, ricapitolando, siamo partiti dai fantasmi per arrivare a Herschel. Mimas invece? Mimas potrà suonare familiare a qualcuno di voi; è il nome di uno dei satelliti di Saturno e fu scoperto proprio da Sir. William Herschel. Un’altra cosa curiosa è che sulla sua superficie è presente un grande cratere che si chiama proprio Herschel e che rende questo piccolo satellite molto simile alla Morte Nera di Star Wars!!

C’è voluto un po’ ma abbiamo risposto a tutti i Perchè più immediati. E’ un inizio abbastanza lungo ma spero che non vi scoraggi 🙂

A presto